Cambiano le colonne sonore, gli slogan e i testimonial. Dal simpatico Lupo Alberto del 2002, a Michelle Huntzinker, Gabriel Batistuta e Renato Pozzetto fino a Valerio Mastandrea, che sotto la regia di Ferzan Ozpetek è protagonista dello spot di quest'anno, in tantissimi si sono adoperati per promuovere la lotta contro l'AIDS attraverso le continue campagne del Ministero della Salute.
L'impatto di queste campagne sembra non sufficiente a raggiungere lo scopo, ovvero quello di contrastare l'abbassamento dell'attenzione della popolazione italiana nei confronti del problema AIDS e, soprattutto, di incentivare i giovani adulti (specie tra i 30-40 anni, età media alla quale avviene oggi il contagio), a effettuare il test HIV.
Lo slogan di quest'anno: "AIDS: la sua forza finisce dove comincia la tua"
Secondo i dati presentati a Roma durante la Giornata Mondiale contro l'AIDS, ancora 6 italiani su 10 scoprono di aver contratto il virus dell'HIV solo in presenza di AIDS conclamato. Il test, quindi, non è ancora sufficientemente diffuso, sebbene quest'anno, per la prima volta da quando è stato identificato il primo caso di AIDS, rispetto al 2009 il numero di nuove infezioni si sia ridotto. Forse grazie anche alla cosiddetta pillola del giorno prima. In compenso è aumentato il numero totale di persone sieropositive che si stima siano circa 150.000, 22.000 già in AIDS. E, purtroppo, aumentano quindi le possibili fonti di contagio.
Tre mosse per salvarsi la vita
In sostanza, quindi, si deve continuare a battere su tre punti fondamentali: non abbassare la guardia, una sessualità responsabile accompagnata dall'uso del preservativo e fare il test! Arrivare tardi alla diagnosi significa non poter beneficiare di tutti i vantaggi delle nuove terapie, compreso il vaccino Tat. E non ci devono essere scuse. Almeno nel nostro Paese l'informazione può essere raggiunta da tutti. Presso l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) è attivo ormai da molti anni il Telefono Verde AIDS (800-861-061) che ogni giorno, in orari diversi, mette a disposizione specialisti del settore che possono rispondere a qualunque domanda sull'argomento, chiarire ogni dubbio e fornire indicazioni sui Centri di diagnosi e terapia e sulle organizzazioni non governative (Ong) che si occupano di HIV e AIDS sul territorio nazionale.
Dal 1° gennaio 2010 ben 19.261 persone si sono rivolte a questo servizio, ma la maggior parte (addirittura l'86%) è stata rappresentata da uomini. Un dato che deve far riflettere attentamente, perché potrebbe rappresentare un significativo e pericoloso abbassamento dell'attenzione da parte delle donne.
Il vaccino Tat ha ancora carte da giocare
Il vaccino Tat messo a punto dall'ISS è in continua sperimentazione e dagli ultimi dati emersi sembra poter riportare verso la normalità, in maniera mirata e selettiva, le funzioni del sistema immunitario nei pazienti HIV-positivi in trattamento con terapia antiretrovirale (HAART).
Questi dati derivano da un'analisi ad interim a 48 settimane di uno studio randomizzato di fase II pubblicato sulla rivista PLoS ONE. La ricerca, condotta dal gruppo coordinato da Barbara Ensoli del Centro Nazionale AIDS dell'ISS, presieduto da Enrico Garaci, segue le evidenze di precedenti sperimentazioni nelle quali il vaccino Tat si è dimostrato sicuro e capace di indurre risposte immuni specifiche (anticorpali e cellulari), sia in fase preclinica sia nei precedenti studi di fase I sull'uomo.
Non soltanto, ma dai risultati dell'analisi ad interim sembra che siano i pazienti più immunocompromessi a trarre maggiore giovamento dalla vaccinazione. Come ha affermato Garaci, questi risultati dimostrano che valeva la pena continuare a esplorare le potenzialità del vaccino Tat, premiano gli sforzi compiuti e stimolano la determinazione a proseguire sulla strada intrapresa.
Prosegue e si amplia la fase II
Lo studio di fase II, attualmente in corso in Italia in 11 Centri clinici, prosegue perciò con un ampliamento del numero di pazienti da arruolare, da 128 a 160, e con un allargamento dei criteri di inclusione. Una sperimentazione condotta interamente con fondi speciali del Ministero della Salute.
Le informazioni ufficiali sul vaccino Tat e sul programma di ricerca sono reperibili sui siti web http://www.hiv1tat-vaccines.info/italian/index.php e http://www.iss.it/aids, oppure telefonando al Telefono Verde AIDS (800-861-061) dell'Istituto Superiore di Sanità dalle ore 13:00 alle ore 18:00.
Fonti